La storia

Il palazzo di giustizia

Il palazzo di giustizia di Roma, attualmente sede della Corte di cassazione e della Procura generale, fu inaugurato il 11 gennaio 1911, in occasione del primo giubileo dell'unità d'Italia, con l'apertura dell'anno giudiziario alla presenza dell'allora ministro guardasigilli Cesare Fani. La storia del palazzo è strettamente legata alla crescita ed allo sviluppo dell'Italia post-unitaria e della città di Roma, proclamata capitale del regno nel 1871, per la quale si rendeva necessario provvedere alle opere di urbanizzazione con criteri moderni ed alla realizzazione delle infrastrutture necessarie per l'insediamento del governo e per le nuove funzioni capitoline; nell'àmbito di questo processo di sviluppo urbanistico erano stati indetti concorsi per la progettazione di molti edifici pubblici e monumentali come il Vittoriano, il palazzo delle esposizioni, la banca d'Italia, il policlinico e le sedi ministeriali. Nel 1881 fu bandito il concorso per la progettazione e la realizzazione del palazzo di giustizia, edificio fortemente voluto da Giuseppe Zanardelli, per riunirvi tutti gli organi giudiziari capitolini, che doveva rappresentare l'immagine della nuova Italia e della nuova giustizia che si stava riformando ed unificando: nel 1888 fu stabilita la cognizione esclusiva, anche se limitatamente agli affari penali, della Cassazione di Roma e nel 1890 fu varata la riforma del codice penale. La procedura del concorso fu assai lunga: dopo un iter suddiviso in quattro fasi, tra i lavori presentati da ventisei partecipanti, il 4 dicembre 1887 la commissione scelse il progetto di Guglielmo Calderini. Nel 1889 iniziarono il lavori, con la cerimonia della posa della prima pietra alla presenza della famiglia reale, che si protrassero tra varie difficoltà fino al 1910.