La Procura generale

Attribuzioni

In Italia esiste una sola Corte suprema di cassazione che, in materia penale e civile, non giudica (in linea di principio) nel merito dei procedimenti, ma solamente in relazione all’applicazione corretta della legge da parte delle corti d’appello e dei tribunali.

A fianco della Corte si colloca una Procura generale che ha l’incarico di esprimere i suoi pareri, «nel solo interesse della legge», alle Sezioni della Corte prima che decidano. La Procura generale presso la Corte di cassazione italiana è il vertice funzionale, non gerarchico delle procure territoriali. La Procura generale ha attribuzioni che riflettono quelle della Corte di cassazione, nelle materie civile e penale, cooperando all'attività della Corte attraverso la formulazione di conclusioni motivate nelle udienze pubbliche e con requisitorie scritte nei casi previsti dalla legge. Ha inoltre attribuzioni proprie ed ulteriori, relative: all'attuazione del giusto processo da parte degli uffici inquirenti; alla risoluzione di contrasti di competenza tra le varie procure; alla materia disciplinare del personale di magistratura; alla sorveglianza sulla Direzione nazionale antimafia.

Struttura e organizzazione interna

Al vertice della Procura generale vi è un Procuratore generale che è, per rango, il secondo magistrato della Repubblica e che è nominato - come tutti i capi degli uffici giudiziari - dal Consiglio Superiore della Magistratura. Il Ministro Guardasigilli deve dare il suo consenso alla scelta del Consiglio, ma non ha né potere di proposta né di nomina. Secondo le disposizioni previste dall’articolo 104 della Costituzione, il Procuratore generale è membro di diritto del Consiglio Superiore della Magistratura. Nella gerarchia dell’Ufficio, dopo il Procuratore generale capo si collocano un Procuratore generale aggiunto (al quale il Procuratore capo delega alcune attribuzioni), cinque Avvocati generali e sessanta sostituti che sono tendenzialmente divisi a metà, tra il settore civile e quello penale.